MARIO LUZI – eccola la tempesta – Alberto Rossatti

 

Eccola la tempesta

è già nell'aranceto

tra i suoi pomi, le sue rame.

Furente il gelsomino,

a sprazzi, in quella raffica,

acuisce il suo profumo,

esacerba il suo richiamo.

È tutto in agonia il giardino

Che Lui dal padiglione sfiora appena

con i suoi occhi sultani adusati alle stagioni,

ai loro inganni, consci

dei molti rimescolamenti

dell'unico principio. Ibi ipse est.

 

 

 

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