MARIO LUZI – sotto specie umana – Alberto Rossatti

 

Si fece sera,

si strinse la città dentro i suoi monti,

prese un’aria eccitata a spiritarne le arterie, i crocevia,

le scese ai seni d’ombra,

le soffiò sul lungofiume le febbricitanti lampade.

Chi era che veniva?

a quale incontro?

col passato? o col presente?

Ospite clandestino? o messaggero dissimulato nelle sue taverne

prima del grande annuncio?

o profeta dalle viscere della sua ancora non guarita storia

a risvegliare gli eventi

a renderli presenti?

oppure no,

nell’ombra della sera

un’ombra transitoria

dal nulla al nulla della sua memoria

 

 

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