GIORGIO CAPRONI – alba – Cristina Zamboni

 

Amore mio, nei vapori d'un bar

all'alba, amore mio che inverno

lungo e che brivido attenderti! Qua

dove il marmo nel sangue è gelo, e sa

di rifresco anche l'occhio, ora nell'ermo

rumore oltre la brina io quale tram

odo, che apre e richiude in eterno

le deserte sue porte?... Amore, io ho fermo

il polso: e se il bicchiere entro il fragore

sottile ha un tremitìo tra i denti, è forse

di tali ruote un'eco. Ma tu, amore,

non dirmi, ora che in vece tua già il sole

sgorga, non dirmi che da quelle porte

qui, col tuo passo, già attendo la morte.

 

 

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